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Conglomerati e utilizzo
I conglomerati di Predappio e Cusercoli (Conglomerati)
Sulle terre emerse romagnole (che si estendevano dallo spartiacque Tosco Romagnolo verso valle per circa una trentina di chilometri) scorrevano corsi vari d’acqua; proprio a questi dobbiamo il fenomeno del trasporto verso valle di ciottoli e sabbie più o meno grossolane; circa 7 milioni di anni fa si creano degli accumuli di detrito presso le foci di questi fiumi protostorici. I ciottoli successivamente compattati si “cementarono” dando origine a quelli che oggi conosciamo come “conglomerati di Predappio e di Cusercoli”; la linea di costa si sviluppava allora lungo l’asse Dovadola, Predappio, Cusercoli, Voltre. Buona parte degli affioramenti di conglomerato del forlivese sono stati e sono tuttora oggetto di escavazione finalizzata alla produzione, mediante triturazione (nei cosiddetti frantoi) di ghiaia e sabbia. L’eccessivo prelievo a carico di questo materiale, sta decretando la scomparsa di importanti “monumenti naturali” peculiari sia come geositi e ossatura del paesaggio collinare, sia come habitat fondamentali per quell’insieme di elementi floristici specializzati che nel tempo si sono infeudati in questi originali siti rupestri.