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Home > Formazioni geologiche > Le calcareniti plioceniche

Calcareniti e loro utilizzo
Le calcareniti plioceniche (Spungone)
Alternativamente le “acque salate” tornano a coprire buona parte della Romagna per poi retrocedere; una nuova linea di costa, circa parallela all’odierna via Emilia, si determinò nell’allineamento tra Castrocaro, Predappio, Meldola e Bertinoro, circa 3 milioni di anni fa. In questo periodo, nel mare basso prossimo alla costa, prende corpo una scogliera abitata da molti esseri viventi tra cui molti organismi dotati di strutture corporee di protezione tipo conchiglie e “gusci”. Grandi quantità di residui e di frammenti di origine biologica subiranno un processo di compattazione dando origine ad una singolare formazione, osservabile con una certa continuità dal Faentino (Pietramora) a Capocolle di Bertinoro e nota con il nome locale di Spungone: essa è un tipo di calcare organogeno (calcarenite), talvolta arenaceo, nel complesso assai ricco di fossili, sufficientemente durevole, ma di facile lavorazione tanto da essere stato utilizzato comunemente come pietra da costruzione. Proprio nel Meldolese, presso la vetta di Monte Palareto e anche a Bagnolo di Castrocaro rinveniamo i residui di antiche cave di questa roccia; ciò che resta oggi dell’antica scogliera sono falesie alte tra i dieci e i quindici metri con uno sviluppo lineare di un centinaio, senza dubbio assai diverse rispetto al loro aspetto originario. Esse custodiscono gelosamente i segni del loro trascorso marino nelle varie conchiglie che qua e la possiamo ancora rinvenire.